L’arte di raccontare la vita

Il Sole-24 Ore, domenica 23 dicembre 2001, scienza e filosofia, pag. IX

Gianfranco Dioguardi
Fisico e biologo, membro dell’Accademia europea per la biologia molecolare, direttore della Scuola internazionale superiore di studi avanzati di Trieste (Sissa), Edoardo Boncinelli è uno scienziato A caccia di geni. E dunque la sua straordinaria personalità, dopo avere ricercato una propria specifica identità, si è orientata verso la genetica molecolare compiendo un lungo viaggio che inizia dagli studi sulle mosche per pervenire all’indagine sui geni relativi all’uomo e al suo cervello, sviluppando così ricerche sulla corteccia cerebrale e sui misteri della mente. È un viaggio che parte da lontano. Inizialmente Boncinelli racconta di essere stato «un ragazzo molto precoce e più maturo» della sua età, dotato sempre di grande curiosità e ansia di apprendere. La curiosità lo spinse prima verso la filosofia e, quindi, verso la scienza. Dopo il liceo si iscrisse alla facoltà di fisica e furono anni in cui ebbe modo di frequentare Giuliano Toraldo di Francia, «illustre fisico fiorentino e persona eccezionale sotto tutti i punti di vista». Un incontro che certamente lasciò tracce indelebili sul carattere e sulla formazione di Boncinelli.
Alla biologia approdò tardi, ed è significativo scoprire la scintilla che provocò l’amore per quella scienza: scaturì dalla letteratura di un libro, anzi un «libretto usato trovato su una bancarella». Si trattava di The Genetic Code di Isaac Asimov, che Boncinelli lesse in una sola serata e che gli suscitò un vivo interesse per le scienze biologiche, che si consolidò poi grazie alle riflessioni intorno a un altro importante saggio, Biologia molecolare del gene di James D. Watson. Boncinelli ne scrisse poi una recensione scoprendo così anche la sua propensione per la divulgazione scientifica...Continua a leggere

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